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Pubblicato da il 11 giu 2012 in Le Idee | 3 commenti

Le tasse e il furto della libertà. Gli esattori sono estorsori

Gli esattori delle tasse sono degli estorsori. No, non è una sparata da palco populista o una grillonata mediatica. Gli esattori sono estorsori proprio nel significato etimologico della parola. Charles Adams, storico e tributarista, nel suo For Good and Evil ricorda come il termine “esazione” significhi precisamente “tirar fuori con la forza”, simile ad estorsione, “torcere fuori”.

Se gli esattori sono estorsori, le imposte sono una forma di furto, legalizzato ma sempre un furto, e infatti così le definì San Tommaso d’Aquino nel XIII secolo. Ottocento anni dopo un altro Tommaso meno importante e molto dannoso, Padoa Schioppa, ministro dell’Economia nel governo Prodi,  le definì invece “bellissime e civilissime”. Tra i due Tommasi sono passati secoli di dibattiti, disquisizioni filosofiche, conflitti sociali, rivolte fiscali, invenzioni tributarie che hanno prodotto gli eventi storici degli ultimi secoli. Il paradosso è che nelle moderne democrazie il sistema di tassazione è ereditato direttamente dai modelli assolutistici del passato, con la variante che oggi lo Stato è in grado di mettere in piedi un sistema coercitivo di controllo e spionaggio impensabile e soprattutto inaccettabile in passato. Oggi nessuno si sognerebbe di mettere in discussione la funzione ordinatrice dello Stato ed il fatto che le tasse sono essenziali per la sua attività, anche se nessuno arriverebbe a definirle bellissime. Il punto è che un sistema fiscale squilibrato e oppressivo fa venire meno la funzione civica della tassazione e trasforma lo Stato da regolatore della nostra vita in mostro invadente e asfissiante. Le tasse non toccano solo l’aspetto economico della vita delle persone, ma anche e soprattutto l’intero sistema delle libertà individuali e dei diritti su cui si fonda un corretto rapporto tra Stato, cittadino e comunità.

Quando nel 1797 il primo ministro britannico William Pitt introdusse la più importante invenzione fiscale delle modernità, l’imposta sul reddito, il problema era fino a che punto lo Stato avesse il diritto di indagare la vita privata dei cittadini, controllandone patrimoni, proprietà e attività lavorative. Nella Gran Bretagna dell’800, attraversata dalle riflessioni sul diritto naturale, un sistema di spionaggio fiscale come quello attuale in Italia e in altre democrazie occidentali sarebbe stato impensabile. Quando, durante la guerra contro Napoleone, fu introdotta una piccola tassa sui focolari, ci fu una rivolta popolare perché la gente non accettava che agenti del fisco entrassero nelle case a controllare quanti caminetti vi erano.

Nell’America dei coloni, le lettere minatorie inviate recentemente dall’Agenzia delle Entrate a oltre 300mila contribuenti italiani con l’ordine di giustificare presunte spese non in linea con redditi dichiarati, avrebbero portato a rivolte armate e sollevazioni. Quando lo Stato moderno arriva a controllare e a presumere i nostri consumi, i nostri gusti, le nostre spese, e da lì ad indagare persino sulle nostre attitudini, sui desideri, insomma sulla nostra vita, il confine tra democrazia e totalitarismo diventa nullo.

L’oppressione fiscale di questo Stato ci sta togliendo una cosa più importante dei nostri soldi: la nostra libertà.

 

Giampaolo Rossi

fonte: http://www.ilvostro.it/editoriali/le-tasse-e-il-furto-della-liberta-gli-esattori-sono-estorsori/26073/

3 Commenti

  1. Il rapporto cittadino-stato è in crisi nera da parecchio tempo. Infatti, il cittadino percepisce lo stato come un ladro per diversi motivi. Forse il 1° è dato dalla pressione fiscale molto alta, il 2° motivo è padre del 1°, cioè ne è la causa, la cattiva gestione attraverso sprechi del denaro pubblico. Gestendo male, sei obbligato a imporre tasse più alte. La lista potrebbe continuare con ad esempio l’accise sui carburanti, che sale sempre e non scende mai. Insomma, un’immagine di stato ingordo che ha disgustato coloro che sono le forze produttive di ricchezza. Basta andare in un ufficio pubblico e la prima cosa che colpisce sono gli sprechi, luce, acqua, telefono…

  2. A me, quello che da piu’ fastidio è questa equitalia, questa agenzia non pubblica che andrebbe chiusa immediatamente. L’unica che dovrebbe occuparsi di riscossione dovrebbe essere l’agenzia delle entrate statali.

  3. Vorrei chiedere a Giampaolo come pensa allora di impostare il sistema di versamento delle tasse.
    Io sono in parte molto d’accordo con ciò che scrivi perchè il sistema attuale non funziona e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Ma come fare allora?
    Da qualche parte i soldi destinati ai servizi per noi cittadini li dobbiamo prendere e a proposito di questo non concordo sul fatto che persone che dichiarano 100 e fanno una vita da 1000 non debbano giustificare questa “truffa” che va a danneggiare tutta la comunità. Penso che stabiliti dei limiti equi e che quanto raccolto vada ridistribuito in servizi, ognuno deve dare in base a ciò che ha.
    Per quanto riguarda gli esattori, penso che siano semplicemente persone che facciano un lavoro. Non ho mai avuto a che fare…forse andrebbero formati a fare questo lavoro in modo più adeguato…ma per il resto sono persone come noi che fanno solo un lavoro….